“La misura dell'amore è amare senza misura.”

alla Memoria

Il camposanto è luogo di civiltà e di memoria. Tenere vivo il ricordo dei propri cari è un sentimento che percorre, in maniera trasversale, tutte le culture del pianeta. È un sentimento che ognuno porta principalmente dentro di sé, ma che ha anche il profondo bisogno di riferirsi a un luogo dove questa emozione si possa materializzare, diventare altare di preghiera, di riflessione personale e di dialogo con chi ci ha lasciato, nella cristiana certezza che, dopo la morte, ci si potrà ricongiungere con coloro che ci hanno preceduto.

AI nostri cari

Alla Memoria

Questo sito, voluto dalla “Terzariol Onoranze Funebri” per ricordare i primi quarant’anni di attività, intende sottolineare il valore sociale ed educativo che la memoria dei defunti riveste nella vita di tutti noi. Vuole porre al centro il valore del ricordo legato a persone a noi care, ma anche quello della memoria per uomini e donne che hanno vissuto momenti difficili della nostra storia e che dalla storia sono stati segnati. Vuole, infine, essere un invito a entrare, di tanto in tanto, nei cimiteri, a incontrare i nostri morti, gli amici che non ci sono più, le persone che abbiamo conosciuto, e rimanere un poco lì con loro. Poi, fare qualche passo assieme ai nostri cari e avere da loro un sostegno per riuscire a trovare quell’armonia interiore che ci aiuti a vivere una vita serena, in pace con tutti. Nei momenti di difficoltà che attraversiamo e che gli esenti della storia molte volte ci impongono, fermarci a riflettere sulle nostre azioni è certamente utile non solo a noi stessi, ma alle comunità in cui viviamo.

Cimadolmo

“Questa soglia divide due mondi, la pietà li unisce”

Caratteristica principale dei cimiteri di Cimadolmo e San Michele di Piave è la vasta pavimentazione in cemento posta sopra la terra benedetta, che dà un senso di pulizia e di ordine, invocati, peraltro, dal sindaco protempore in un esplicito cartello posto all’ingresso.

Sopra il portale, da cui si accede al camposanto di Cimadolmo, campeggia una scritta…

Colfosco

Anche nel cimitero di Colfosco a parlare è la pietra.

Il cimitero di Colfosco si trova, come pochi, addossato alla chiesa parrocchiale. È sopravvissuto alla riforma napoleonica che aveva allontanato i campisanti dai luoghi di culto, relegandoli nelle periferie. Il motivo va ricercato nel fatto che la chiesa, all’epoca della sua prima costruzione, si trovava già in una zona isolata, alle pendici del Colle della Tombola, ben lontana dal paese…

Collalto

“profuse senno e cuore a conforto e sollievo delle umane sofferenze”

Per accostarsi al cimitero di Collalto si può salire dal “Vicolo degli Alpini”, un viottolo inghiaiato, realizzato dalle penne nere del Gruppo Collalto nella primavera del 2003, che dalla piazzetta dedicata a Papa Giovanni Paolo II si inerpica fino al camposanto del paese. Uno sguardo al lavatoio medievale, anche questo restaurato dagli alpini, che raccoglie le acque del Rio Zecchinel…

Ponte della Priula

Sono risuonati allora i primi rintocchi della Campana “Ave Plavis”

Racchiuso da grandi mura in cemento armato, il cimitero di Ponte della Priula è il più “giovane” tra quelli presenti nel Comune di Susegana.

Dentro l’area cimiteriale svettano numerosi cipressi; tutto intorno, ordinati colombari e tombe di famiglia stringono quasi in un abbraccio le lapidi collocate a terra; al centro si innalza una grande croce e…

Rai

Camminando lungo i vialetti del cimitero, salta alla vista, impresso in tante lapidi, il cognome Bonotto

Un ingresso monumentale con una serie di tombe a colombario che si dispiegano ai due lati, caratterizza il cimitero di Rai. Sul suolo benedetto le tombe delle persone anziane e delle giovani vite spezzate mantengono lo stesso ordine e pulizia del cimitero del capoluogo….

San Michele di Piave

Nella serenità del volto vibrava l’anima vostra, fatta di fede e onestà.

Lo stesso ordine incontrato nel cimitero di Cimadolmo lo si percepisce anche in quello di San Michele di Piave che, superata l’area delle sepolture a terra, presenta tre grandi blocchi a colombari, cappelle di famiglia e tombe famigliari, poste lungo il perimetro…

San Polo di Piave

Disposte in ordine e separate da vialetti, le numerose tombe di famiglia si fondono nella silenziosa mestizia del camposanto

Chi si reca nel cimitero di San Polo di Piave non può esimersi da una visita alla contigua Chiesa della Caminada. Si tratta di un piccolo tempio che la tradizione vuole sia stato edificato in sostituzione di un capitello costruito a seguito dell’apparizione della Madonna a una ragazza del luogo, avvenuta nel 1212.

San Giorgio

Di antichissima origine, la chiesa di San Giorgio arriva fino a noi conservando ampi tratti della bellezza originaria

È un piccolo cimitero quello che circonda la chiesa di San Giorgio. Ordinato, rinchiuso da un muro di cinta, accoglie delle vecchie lapidi che mantengono vivo il ricordo di chi ha lasciato questa terra. Alcune risalgono agli anni Sessanta, altre sono segnate dal tempo, corrose dalle intemperie, rese illeggibili da muffe e licheni.

Susegana

“Giglio reciso dalla terra del pianto, manda ai tuoi cari dal celeste soggiorno i benedetti effluvi della tua fragranza”

Anche a Susegana, un po’ come in tutte le parrocchie, il camposanto si trovava nella terra benedetta a ridosso della chiesa. Dopo l’editto napoleonico venne spostato alcune centinaia di metri più a monte, lontano dalla chiesa e dal centro abitato…

storie di vita

La pietra racconta

Il dolore profondo di non avere una tomba dove qualcuno possa giungere a versare le sue lacrime, è raccolto negli ultimi versi della poesia “A Zacinto”, composta da Ugo Foscolo nel periodo a cavallo tra il 1802 e il 1803: “Tu non altro che il canto avrai del figlio, o materna mia terra; a noi predisse il fato illacrimata sepoltura”.

Caduti in guerra

Il dovere di custodire la memoria di quei caduti in guerra è affidato a una scritta a caratteri di bronzo, che suona quasi a monito per chi visita il cimitero: “Questo sacrario è un altare, non dimenticateci”.

I volti

Vagando tra le lapidi affiorano le immagini di volti dalla patina antica e iscrizioni oggi desuete, che conservano però il loro originale valore di testimonianza.

Il “becchino”

Molte sono le storie che raccontano le tombe del cimitero, ognuna con la sua specificità e il suo bagaglio di memoria.

Il "monsignor"

Per le sue abilità di progettista e direttore dei lavori venne esonerato dalle attività parrocchiali per assumere il ruolo di “mansionario”.

luoghi storici

Luoghi di pace

Uno spazio privilegiato dove il rimpianto per la perdita di una persona cara e la devozione verso Dio possano rappresentare sintesi spirituale e fisica. Un luogo di incontro con il proprio caro non più in vita, che ne rinnova la memoria e ne perpetua il ricordo, ma anche un luogo di dialogo col divino, che induce una pacata riflessione sull’esistenza, sul mistero della morte e sul destino dell’uomo. Un luogo che conserva l’esperienza umana di chi ha già vissuto, con la quale potersi confrontare nell’elaborazione del ricordo, per trarre insegnamento o monito, e riprogrammare il proprio vivere.

Testimonianze

Dicono di noi

Buongiorno pregiatissimi signori Terzariol, desidero esprimere Loro i miei più vivi complimenti per l'anniversario celebrato: quarant'anni di onorata attività nella cura e nel rispetto di nonni, conoscenti e amici che ora popolano la Città celeste! Li ringrazio, inoltre, per il superlativo omaggio ricevuto: "alla Memoria", uno scrigno testuale e fotografico nel ricordo di uomini, donne, piccini e giovani, i quali hanno contribuito, in modalità eterogenee, a rendere il nostro territorio una meravigliosa perla che arricchisce la nostra unica e fantastica Italia. E noi, che godiamo di tanta bellezza, abbiamo l'impegno e la responsabilità morale di tenere vivo il ricordo dei valori umani imprescindibili, ricevuti dai nostri avi e da trasmettere alle generazioni presenti e future. Con stima e riconoscenza.
GM
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